La "Sagra del Cesanese", arriva alla sua 50° edizione con Stand eno-gastronomici, degustazione dei migliori vini locali, Musica in piazza, chiudendo con fuochi artificiali e tanto altro ancora.
Buon Divertimento
Il Sindaco Maurizio Proietto e l'Assessore ai servizi sociali Natale Nucheli esprimono soddisfazione a nome di tutta l'amministrazione comunale per il successo riscontrato dall' iniziativa volta ad organizzare il soggiorno marino per anziani.
La mostra è stata ordinata in due sale espositive seguendo un criterio cronologico di stile dei costumi.
Nella prima sala sono esposti manichini, opportunamente illuminati, che indossano costumi in stile Rinascimentale, Barocco e Settecentesco, corredati da didascalie esplicative che indicano il titolo della commedia, l'autore, il costumista, l'attore o attrice che li ha indossati, il personaggio rappresentato, la regia e l'anno di rappresentazione e realizzazione.
Nella seconda sala seguono i costumi dell'Ottocento e del Novecento.
La mostra è dotata di un catalogo ricco di foto a colori di tutta la collezione
Cerimonia di inaugurazione dell'acquisizione della Casula e Mitria di Sua Santità Giovanni Paolo II, donata dalla sartoria Bi. Mi. di Roma al Comune di Serrone.
L'evento si svolgerà Mercoledì 30 luglio alle ore 18:00 in piazza Plebiscito, presso i locali della mostra permanente del costume teatrale.
DELIBERE DI GIUNTA MUNICIPALE 2008
Serrone
Stà appiricato n'petto a nà montagna
misso a sciricarella che a vedeglio
apparte sotto, attera alla campagna,
pare stà p'abbiasse povereglio.
S'aglio treno ci stà no furastiero,
aiezza i'occhi co na gran paura
si glio remmira bè, e coglio pinsiero
s'immagina che sinca na bruttura.
Ma se sto furastiero cala a tera
e vò levasse na soddisfazione,
che venga n'cima e trova la manera
de recagnà all'imprescia l'opinione.
Na vota n'cima aocchia eppò ci sforma,
pecchè s'accorge d'essese sbagliato;
ietta n'occhiata attera pe la Forma....
dice: che paradiso sò trovato!
E chi iò sposta più' Quann'è l'istate,
isso sempre rev'è n'villeggiatura,
e tra ste quattro case accancellate
passa iò tempo n'mezzo alla frescura.
Trova gente de core che se presta
a fa de bona voglia no commanno,
gente rustica e semprice, ma onesta
che n'è capace de portatte danno.
La via Sa' Rocco, chesta passeggiata
Niciun'aro paese la possede.
Che vista! Che frescura 'mbarzamata!
Na fame, poi' s'ha da provà pe crede!
Migna che scappi a casa a reffiatatte,
e bene bene, mica a fa na stoccia!
Doppo pò rerescì e accontentatte,
ma collo pane sempre alla saccoccia.
Ah, ecchi non se scherza! L'aria fina
remette i'appetito, e gliò coccitto
de chello che tenimo alla cantina,
redà la vita a chi nò stà più ritto!?
Salvatore Prili
Tratto dal libro 'Gente Nostra' del 1954
Il linguaggio come terra natia.
Il linguaggio secondo la sua origine essenziale, è dialetto.
Esso rimane tale perfino quando giunge ad essere linguaggio planetario.
Infatti anch'esso ha la sua elezione e la sua particolarità.
Nel dialetto si radica l'essenza del linguaggio.
Si radica in esso anche se il dialetto è la lingua della madre, il proprio della cosa, la terra natia.
Il dialetto non è solo la lingua della madre, al tempo stesso è innanzi tutto la madre della lingua...
M. Heidegger
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